Cambiare scuola a ottobre: perché i primi mesi sono il momento giusto e come si fa

Settembre è finito. Le prime verifiche sono arrivate, i compagni si sono conosciuti, l'orario definitivo è affisso. E in alcune famiglie del Golfo si è fatta strada una domanda scomoda: e se avessimo sbagliato scuola?

Succede più spesso di quanto si dica. La scelta si fa a gennaio della terza media, sulla base di un open day e di qualche consiglio, per un ragazzo di tredici anni che nel frattempo è cambiato. Non è una colpa. E ottobre, per correggere la rotta, è il momento migliore dell'anno.

Perché ottobre è meglio di febbraio

A febbraio, dopo il primo quadrimestre, cambiare scuola significa arrivare con voti già scritti, programmi avanzati di quattro mesi e un gruppo classe ormai formato. A ottobre no:

  • I programmi sono all'inizio. In tutte le scuole superiori il primo mese è ripasso e impostazione: chi entra a ottobre non ha nulla da recuperare.
  • Non ci sono ancora valutazioni. Nessun debito da portarsi dietro, nessuna pagella che segue lo studente.
  • La classe si sta ancora formando. A ottobre "il nuovo" è uno dei tanti che si stanno conoscendo, non l'estraneo che arriva a metà anno.
  • C'è tempo prima degli scrutini. Quattro mesi per ambientarsi, capire il metodo dei docenti e arrivare a febbraio con una valutazione che rispecchia il ragazzo, non il trasloco.

Chi aspetta "per vedere come va" di solito arriva a gennaio con la stessa domanda e la metà del tempo. Se ti riconosci in questa situazione a metà anno, abbiamo scritto una guida apposta: cambiare scuola superiore a metà anno.

I tre segnali che non è un capriccio

Le prime settimane sono faticose per tutti: nuovi orari, nuovi professori, più studio. Un po' di malumore è normale. Ci sono però tre segnali che, se durano più di due o tre settimane, vale la pena ascoltare:

  1. L'indirizzo non corrisponde a quello immaginato. Chi si è iscritto a un liceo "perché apre tutte le porte" e scopre di odiare latino e filosofia; chi ha scelto un tecnico per le materie pratiche e trova soprattutto teoria. Non è pigrizia: è un'informazione.
  2. Il ragazzo si spegne. Non parla più della scuola, non porta a casa nulla, la mattina è una lotta. Diverso dalla stanchezza: la stanchezza passa nel weekend, questo no.
  3. Il rapporto studenti-docenti non regge. In classi da 28 o 30 uno studente timido, o con un disturbo dell'apprendimento, può sparire per mesi senza che nessuno se ne accorga. Se già a ottobre nessun docente sa chi è, difficilmente cambierà.

E i segnali per cui invece conviene aspettare: un solo professore antipatico, una verifica andata male, un litigio con un compagno. Questi si risolvono dentro la scuola, parlando con il coordinatore di classe.

Come funziona il trasferimento in autunno

La procedura è la stessa tutto l'anno ed è più semplice di quanto le famiglie temono.

  1. Colloquio con la scuola di destinazione. Prima ancora del nulla osta: si parla con il coordinatore, si guarda il piano di studi, si capisce se c'è posto e come sarebbe l'inserimento. Da noi il colloquio è gratuito e senza impegno, anche il sabato mattina.
  2. Richiesta del nulla osta alla scuola attuale. È una domanda scritta, in segreteria, firmata da un genitore (o dallo studente se maggiorenne). Il nulla osta è un diritto dello studente: non esiste un termine ultimo e la scuola di provenienza è tenuta a rilasciarlo.
  3. Iscrizione nella nuova scuola. Con il nulla osta, la pagella dell'anno precedente e i documenti d'identità. La segreteria si occupa del passaggio del fascicolo.
  4. Primo giorno. Di norma entro una o due settimane dalla richiesta. Non serve aspettare l'inizio di un quadrimestre.

Fuori dalla finestra ministeriale di gennaio non si passa dal portale Unica: si fa tutto direttamente tra le due scuole.

Stesso indirizzo o indirizzo diverso?

Se il ragazzo cambia scuola ma non indirizzo (da liceo scientifico a liceo scientifico, da un tecnico economico a un altro), il passaggio è immediato: stesso piano di studi, nessun esame.

Se cambia indirizzo, la normativa prevede esami integrativi sulle materie che non ha studiato. In pratica, a ottobre, le differenze sono ancora piccole: chi passa da un liceo scientifico tradizionale al nostro Liceo Scientifico Sportivo trova le stesse materie del biennio più le discipline sportive; chi passa da un liceo a un tecnico economico ha da recuperare l'impostazione di economia aziendale e diritto, non un anno di programma. Costruiamo un piano di allineamento interno e, se gli esami servono, li organizziamo nella nostra sede, senza rimandare nulla a settembre.

Come va, di solito

Un trasferimento d'autunno segue spesso lo stesso copione. A fine settembre arrivano le prime verifiche andate male, in una o due materie. Ma il segnale più chiaro, quasi sempre, è un altro: il ragazzo smette di raccontare la scuola a casa.

Il passo successivo non è il trasferimento, è una conversazione: con il coordinatore di classe, poi con il figlio. Spesso viene fuori che lo studio in sé non è il problema. Lo sono una o due materie dell'indirizzo, vissute come un ostacolo senza senso, oppure una classe così numerosa che uno studente timido ci si perde.

A quel punto il colloquio con la nuova scuola serve a mettere i fatti sul tavolo. Chi dal liceo scientifico tradizionale guarda al Liceo Sportivo, per esempio, scopre che matematica e fisica hanno le stesse ore e che il latino non c'è. Se il passaggio ha senso, a fine ottobre lo studente è già in classe. A febbraio la pagella arriva dopo quattro mesi di scuola nuova: non sempre è perfetta, ma è sua.

Cosa succede il primo giorno da noi

Chi arriva in corso d'anno non viene "aggiunto" a una classe: viene accolto.

  • Il giorno prima, un colloquio con il coordinatore didattico e, se serve, con il docente di sostegno per definire il piano di inserimento (e il piano didattico personalizzato per chi ha una certificazione DSA o BES).
  • La prima settimana, un compagno di riferimento e un docente tutor che a fine settimana fa il punto con la famiglia.
  • Entro due settimane, il piano di allineamento sulle eventuali materie nuove, con orari concordati.
  • Classi da massimo 15 studenti: il nuovo arrivato ha un nome dal primo giorno, per tutti.

Le domande che ci fanno sempre

Mio figlio perde l'anno? No. Il trasferimento in corso d'anno non fa perdere nulla: l'anno scolastico prosegue nella nuova scuola e la valutazione finale la fa la nuova scuola.

La scuola attuale può rifiutare il nulla osta? No. Può chiedere qualche giorno per preparare i documenti, non può negarlo.

E se poi non si trova bene neanche da voi? Succede raramente, perché il colloquio serve proprio a capirlo prima. Ma la procedura del nulla osta vale in tutte le direzioni: nessuno resta prigioniero di una scelta.

Si può cambiare anche dal Liceo Sportivo all'AFM, o viceversa, restando da voi? Sì, con lo stesso meccanismo di allineamento, e senza cambiare scuola.

Parliamone prima che diventi urgente

Se a casa la domanda "abbiamo sbagliato scuola?" è già sul tavolo, il passo più utile è un'ora di colloquio: si guarda la situazione, si capisce cosa comporterebbe il passaggio e si decide con calma. Spesso l'esito è "aspettiamo un altro mese"; a volte è "iniziamo lunedì". In entrambi i casi si torna a casa con un piano.